Calabria

” Provavo un gran dispiacere a dover lasciare la Calabria. Le sue bellezze avevano esercitato una specie di magica ascendenza su di me e sentivo che sarebbe stata eterna. Avevo la sensazione che qualsiasi cosa avessi visto in futuro non avrebbe suscitato in me sensazioni altrettanto piacevoli ed indelebili. Di questo non ho dubbi.”

(Richard Keppel Craven)

Appartenente all’antica e gloriosa Magna Grecia, la Calabria, regione ricca di storia e antichi valori appartenuti ai popoli che l’hanno attraversata, è una meta che riserva scoperte e sorprese. Qui le montagne guardano il mare e in breve tempo si può passare dal Tirreno allo Ionio attraversando entroterra e paesaggi marini immersi nei colori intensi di un luogo ancora sconosciuto. La Calabria è la terra del mito che rivive nell’idioma, nel cibo, nelle tradizioni, ma soprattutto nel sentimento della filoxenia, l’amore per il forestiero così come lo intendevano i greci. Non c’è da stupirsi se dalla gente del posto si riceverà un invito a pranzo. E se si incontra per strada qualcuno dei residenti è molto facile che vi guidi alla scoperta di luoghi insoliti raccontandovi storie mai sentite.

La Calabria, incorniciata tra la Basilicate e i mari Ionio e Tirreno, occupa l’estremità meridionale della nostra penisola. Regione dalle scenografie territoriali mutevolissime, è un costante incontro tra Oriente e Occidente: nei dialetti, nelle tradizioni e nella cultura, infatti, ancora risuona l’eco bizantina e normanna. La sua conformazione è prevalentemente collinare e montuosa: il Parco Nazionale del Pollino, che ospita il massiccio più alto della Regione, è una riserva naturale sorprendente; L’Aspromonte, invece, situato a meridione e inglobato nell’Appennino calabro, in inverno si tinge di bianco e si popola di sciatori e sportivi; La Catena Costiera Paolana, si estende dal Passo dello Scalone fino alla Valle del Savuto e alterna altezze elevate a dolci pendii. Dalle montagne si intravede sempre il mare, lungo coste frastagliate e sabbiose si ergono torri e castelli, antiche mura di città magno greche che conservano mosaici e reperti archeologici risalenti agli albori della civiltà, fino ad arrivare a Reggio Calabria, dove il lungomare fu nominato da D’Annunzio “il più bel chilometro d’Italia”. In Calabria si attraversano campi di ulivi secolari e ampie distese di agrumeti tra cui spicca il profumato bergamotto: siamo sulla Riviera dei Cedri, nell’incantevole fascia costiera dell’Alto Tirreno Cosentino, dove, tra spiagge da favola e paesaggi selvaggi, cresce l’agrume simbolo del Mediterraneo. Per finire, orizzonti improvvisi si estendono sul mare della Costa degli Dei e di Capo Vaticano fino alla Costa Viola definita il “Piccolo Paradiso”, regalando panorami mozzafiato.

I sogni abitano ancora i vicoli e le mura antiche di borghi e centri storici, ma anche nelle strade affollate delle città dove il passato e il futuro sono custodi di bellezza. Qui l’arcaico e il contemporaneo si possono incontrare all’improvviso, nel mitico gelato al gusto di crocette di fichi, nella rassicurante quotidianità del paese di San Fili o nel centro di Cosenza dove il Museo all’aperto Bilotti, MAB, colloca in Corso Mazzini, opere dei grandi Picasso, Dalì, Rotella o di Consagra e Manzù. In Sila si tessono emozioni con l’arte del filare: San Giovanni in Fiore è nota per i tappeti e Longobucco, in provincia di Cosenza, è una delle poche realtà dove ancora oggi si lavorano, sugli antichi telai a mano, stoffe dai colori e disegni che ricordano l’arte orientale. Secondo la tradizione, ciò è possibile perché anticamente i pirati turchi rapirono alcune donne del luogo che dopo un lungo periodo riuscirono a tornare in patria diffondendo l’arte del decoro sulla tela. Il paesaggio calabrese si lascia vivere in mille modi: in lente passeggiate tra paesi antichi, tuffi in un mare cristallino dai fondali profondi, e anche in esperienze più dinamiche, per chi preferisce un soggiorno più attivo e adrenalinico. Nel cuore del Pollino, ad esempio, gli amanti del rafting e della canoa potranno praticare queste attività in una cornice unica e suggestiva. A Pizzo, Bagnara e in altri centri, invece, è possibile provare il brivido del parapendio, abbracciando con lo sguardo la costa e l’entroterra. Chi visita la Calabria non potrà fare a meno di tornare indietro nel tempo tra arte e cultura. A Reggio Calabria, il Museo Nazionale della Magna Grecia ospita testimonianze che vanno dalla preistoria fino all’epoca bizantina, passando per la Grecia Classica con i suoi bronzi di Riace, capolavori di straordinaria importanza per bellezza e valore storico. Lontano dal turismo di massa, invece, Rossano “la bizantina”, un borgo in provincia di Cosenza, custodisce il codex purpureus, manoscritto frutto della produzione libraria ed artistica bizantina riconosciuto Patrimonio Unesco, nella categoria “Memory of the World”. E chi vista Rossano non può proprio perdere un’immersione nel mondo della liquirizia Amarelli, che dal 1731 è la fabbrica della liquirizia più buona al mondo. In Calabria, la bellezza incantata si alterna alla durezza del paesaggio. A Pentedattilo, si potrà vedere il borgo addossato ad un’alta roccia che ha la forma di una gigantesca mano ciclopica, Gerace vi lascerà entrare in molte delle sue 100 chiese, mentre il Parco archeologico dell’antica Kaulon a Monasterace, con i resti del tempio Dorico in riva al mare vi lascerà senza parole.

Culla della Dieta Mediterranea, quella calabra è una tavola conviviale, dai sapori forti e intensi. Il peperoncino è sovrano: coltivato nei vasi accanto al basilico, accende gli animi ed esalta la ‘nduja, l’insaccato spalmabile prodotto a Spilinga, nonché il morzello, dallo spagnolo “el muerzo” (il morso), un piatto piccantissimo a base di interiora di vitello, tipico delle zone di Catanzaro, adatto a palati coraggiosi! Le polpette nel sugo, “i purpetti”, sono un’autentica istituzione a Cosenza, conosciute dal ‘400 e nate come piatto di recupero, per i calabresi significano tante cose: casa, festa, domenica; da mangiare nelle gite fuori porta, il ricordo di mamme e nonne sapienti. Nell’entroterra il pesce stocco, una ricetta a base di baccalà, cipolle pomodoro, è un piatto che può essere accompagnato anche da un buon vino rosso locale. Sorprendente è la sopravvivenza ancora oggi degli strangugliaprieviti o strozzapreti (gnocchetti fatti a mano) e delle lagane, una specie di tagliatella larga da mangiare con i ceci. Restando nel solco della cucina tradizionale, non si potrà rinunciare al sapore inconfondibile delle lenticchie di Mormanno e del fagiolo bianco poverello, veri ambasciatori della cultura agroalimentare del Pollino. Sempre a Mormanno (CS) vive la tradizione del bocconotto, dolce di pasta frolla morbida farcito da mostarda o marmellata di ciliegia. Anche il cedro in Calabria ha una storia che va scoperta. Coltivato da secoli in queste terre è considerato un frutto sacro dal popolo ebraico: per questo rabbini da tutto il mondo ogni estate arrivano a Santa Maria del Cedro e insieme ai contadini selezionano i cedri migliori per la festa delle capanne. La raccolta è un momento di festa che richiama numerosi visitatori. Reggio Calabria è la patria del torrone, quello di Bagnara è una tradizione dal 1690 quando una nobildonna spagnola giunse a Bagnara portandone la ricetta. A rendere speciale questo torrone è l’utilizzo del miele di zagara, il profumatissimo fiore degli agrumi che abbonda sulla Costa Viola, le mandorle locali, il cacao e la cannella. La tavola calabrese mantiene vive le radici di questa terra e si direbbe che tra il Pollino, la Sila e lo Stretto si avverte più che altrove la connessione tra le esigenze della nutrizione e quelle dello spirito.

Gli eventi in Calabria si intrecciano tra street food, danze popolari e feste del fuoco e di santi dove il cibo è ispirazione e allegoria. Durante l’estate, il Peperoncino Jazz Festival porta nei piccoli borghi e in location insolite artisti italiani e internazionali. L’evento Primavera dei Teatri, invece, mette in scena i nuovi linguaggi della scena contemporanea portandoli nei luoghi simbolo della città di Castrovillari. Questo centro è celebre anche per il suo carnevale, dove i partecipanti gareggiano per realizzare la rappresentazione più spettacolare, in una sfilata allegorica di maschere e colori. Nella Calabria italo-albanese in occasione dei riti pasquali, hanno luogo le Vallje, per commemorare le gesta dell’eroe epico Giorgio Castriota Skanderbeg: danze etno-coreutiche, in costume tradizionale, si snodano lungo le strade del paese con canti di amore e di nostalgia per la madre patria. A Civita, in provincia di Cosenza, ogni martedì dopo Pasqua si svolge una delle Vallje più partecipate e spettacolari. Nella Calabria più arcaica la Pasqua rievoca la passione di Cristo con vere e proprie rappresentazioni teatrali lungo le strade del paese come quella dei Vattienti (i flagellanti). Questa è una cerimonia religiosa che risale al 1618 in cui i battenti si percuotono fino a sanguinare in una sorta di catarsi e di espiazione dai peccati che ricorda la passione di Cristo. I Giganti del Monte Poro, a Vibo Valentia, divertono e impauriscono grandi e piccini. A Roccella Jonica, nella bella cornice della Costa dei Gelsomini, una delle rassegne storiche di jazz nata nel 1981 mette insieme bellezza del luogo, riconosciuto nella storia come importante feudo e rocca difensiva, e i più grandi musicisti jazz della scena internazionale. Per gli amanti delle onde è consigliata una sosta a Gizzeria, sulla costa tirrenica, nel lametino, la capitale del kitesurfing che ospita ogni anno il campionato mondiale di kitesurf. Per sperimentare nuovi linguaggi artistici immersi nella storia locale, invece, è possibile partecipare all’Armonie Festival, all’Interno del Parco archeologico di Roccelletta di Borgia, luogo immerso nel mito da cui Ulisse partì verso Itaca, oggi trionfo di musica, arte e teatro in un’idea complessa e completa di bellezza.

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