Gerace

Gerace

Andare alla scoperta di Gerace (RC) significa dimenticarsi della realtà circostante per immergersi nelle atmosfere medievali di uno dei borghi più belli d’Italia. Significa avventurarsi sullo sperone di roccia sul quale il paesino è arroccato per godere di un panorama incredibile e significa sperimentare la solida tradizione locale fatta di artigianato, buon cibo e culture storiche millenarie. Il tutto all’interno di un paesaggio unico, tipico del Parco Nazionale dell’Aspromonte, dove è collocato questo piccolo borgo.

Il borgo di Gerace è collocato nell’entroterra della provincia di Reggio Calabria, fa parte del Parco Nazionale dell’Aspromonte e giace su uno sperone di roccia a più di 450 metri sul livello del mare. Siamo di fronte al tipico borgo arroccato che, durante il medioevo, offriva riparo e sicura protezione dalle incursioni di popolazioni nemiche, garantendo un controllo panoramico su un’area geografica piuttosto estesa. Anche se ci sono testimonianze che risalgono all’epoca greca, il nucleo abitativo vero e proprio si andò a formare solo nel VII secolo d.C., quando i Locresi (abitanti della città di Locri, posta sul mare) si spostarono qui per motivi di sicurezza geografica. Da piccolo polo difensivo, grazie alla sua favorevole posizione sopraelevata e non troppo distante dalla costa, Gerace diventò un paese importante al centro di consistenti traffici commerciali: la sua popolazione crebbe e numerosi edifici pubblici e privati vennero edificati nei secoli. Molti sono visibili ancora oggi ed è possibili visitarli e viaggiare con la fantasia, muovendosi sulle tracce dei bizantini, passando per gli Angioini, gli Aragonesi e i Borbone. Attualmente, per comodità, è possibile individuare 5 zone cittadine dove muoversi: la città alta (ovvero il nucleo antico); la Piana, ovvero la città “bassa”, il Borghetto, il Borgo maggiore e il Castello, tutte suggestive e meritevoli di una visita.

Quello che vi consigliamo di fare, appena arrivati a Gerace, è spegnere o disconnettere tutti i vostri dispositivi ed entrare in contatto con l’identità e la natura del posto. Perdetevi nei vicoletti, andate alla ricerca di edifici antichi e chiese barocche e seguite le orme delle suggestive testimonianze storiche di cui il borgo è pieno! La parte alta della città, quella più antica, è perfetta per tutto questo: qui sarà doverosa una visita al Duomo (o Concattedrale di Santa Maria Assunta) che risale al 1045 e nella sua grandezza vi lascerà senza parole. Spingetevi fino al Castello Normanno e ammirate il panorama dall’alto, respirando il profumo della storia. Altro bellissimo panorama si gode dal Belvedere delle Bombarde, a cui si accede oltrepassando Porta del Sole, una delle storiche porte della città, sopravvissuta nei secoli. Tante chiese di epoche diverse vi aspettano con i loro piccoli capolavori da ammirare, come la chiesa di San Francesco, la chiesetta di San Giovanni Crisostomo o la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. Laboratori (come quello di sapone o di tessitura) e visite guidate in costume attendono i visitatori che vorranno regalarsi esperienze immersive nella storia del luogo, mentre non potrete assolutamente perdere una visita al Castello che, edificato nel X secolo e ormai quasi ridotto a rudere, conserva la sua anima antica e fiera. Infine, per gli amanti del trekking e per gli appassionati di paesaggi e natura incontaminata, le escursioni al Parco Nazionale dell’Aspromonte rappresentano sempre un’ottima scelta, in qualunque periodo dell’anno.

A Gerace trionfa la cucina autentica dell’Aspromonte legata alle tradizioni contadine e alla lavorazione tradizionale della carne (soprattutto quella sunina). Sulle tavole non mancano mai il peperoncino piccante, l’olio d’oliva e la pasta fatta a mano condita con sugo di capra. Ortaggi e verdure, come pomodori secchi, olive, melanzane e peperoni ripieni, accompagnano con il loro gusto genuino l’immancabile capocollo o la soppressata, da assaggiare anche (e soprattutto!) nella loro versione piccante. Piatti molto particolari sono la curcudia, una particolare polenta tipica delle zone dell’Aspromonte, da servire con verdure o con sugo di carne, e le cotiche con le uova, una ricetta sostanziosa e dal sapore intenso. Grande spazio anche al vino: quello più famoso sul territorio è il Greco di Gerace, un vino passito, liquoroso e dolce, dal colore ambrato, ma anche il Mantonico Bianco, simile per gusto e consistenza, è molto conosciuto e apprezzato. Per i dolci, non perdete la cicerata, un impasto fritto a base di ceci lessi, miele e cannella aromatizzato agli agrumi, e le rafiole ovvero dei dolci fatti di pan di spagna biscottato, guarniti da una glassa bianchissima, dettaglio immancabile, essendo il dolce tipico delle feste nuziali e per questo associato da sempre alla purezza della donna che deve prendere marito.

A Gerace eventi ed esperienze non mancano. L’anno si inaugura con il Concerto di Capodanno il 1° gennaio e quello dell'Epifania il 6: entrambi si tengono nella Cattedrale, al ritmo di musiche religiose natalizie. La prima domenica dopo Pasqua ricorre la Festa di Maria Santissima di Prestarona: una festa religiosa, ma allo stesso tempo folkloristica e campestre, che coincide con la fiera del bestiame e dei prodotti artigianali locali. Nel periodo estivo, invece, c'è si festeggia la Madonna del Carmine, occasione che prevede una grande festa con fuochi d'artificio e musiche, organizzata subito dopo la cerimonia religiosa e la processione. Ma uno degli eventi più suggestivi è sicuramente “il borgo incantato”, una rassegna internazionale completamente dedicata all’arte e agli artisti di strada che si svolge a Luglio tra i vicoli del borgo illuminati dalla luce romantica di fiaccole e lanterne. Alle esibizioni di giocolieri e funamboli si affiancano degustazioni di prodotti tipici e spettacoli musicali, in un’atmosfera di festa che coinvolge l’intero paese. Ugualmente vivaci e sentite sono anche la Le Feste Patronali, in cui vengono celebrati i santi protettori della città Antonio del Castello, Veneranda e l'Immacolata. Il momento più atteso della festa è il Ballo del Cavalluccio, un rito antico che rappresenta la lotta fra bene e male. Il cavalluccio è un fantoccio sormontato a sua volta dalla figura di una regina ed è imbottito da polvere da sparo. Il fantoccio è indossato da un ballerino che si muove mentre inizia lo spettacolo pirotecnico attorno al pubblico che disposto in cerchio, si gode lo spettacolo.

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