Riviera dei Cedri

Esiste un posto in cui il cielo si tuffa a strapiombo nel mare, le rocce si trasformano in sabbia e le strade dei centri abitati sono attraversate da storia e tradizioni. Questo posto è la Riviera dei Cedri.  Il suo nome si deve alla coltivazione dell’agrume più antico del Mediterraneo, il cedro, considerato dai greci cibo sacro per le sirene. Già da questa breve premessa si può immaginare quanto la Riviera dei Cedri eserciti un grande fascino sui visitatori. Se poi si aggiungono splendide spiagge, baie incantate e borghi medievali tra i più belli d’Italia, è subito chiaro che siamo in una terra tutta da scoprire.

La Riviera dei Cedri, in provincia di Cosenza, è una sottile striscia di territorio lunga quasi 80 chilometri che, partendo da Tortora - città ai confini con la Basilicata - arriva fino a Paola. Questa lingua di terra comprende al suo interno 22 comuni: alcuni sono città o paesini di mare (quel bellissimo mare dell’Alto Tirreno Cosentino), mentre altri sono centri e borghi dell’entroterra, alcuni inclusi anche nel Parco Nazionale del Pollino (Aieta, Orsomarso, Papasidero, Sangineto, Buonvicino, Belvedere Marittimo, Santa Domenica Talao, Maierà e Verbicaro). La coltivazione del cedro, attualmente, è praticata prevalentemente nei comuni di Diamante, Scalea, Santa Maria del Cedro, Belvedere Marittimo e Cetraro. Qui, infatti, il clima è particolarmente favorevole: le coltivazioni, infatti, sono sia affacciate sul mare (che regala inverni miti ed estati non troppo calde) che allo stesso tempo protette, alle spalle, dalle montagne del Parco del Pollino (che fa da “barriera” contro i venti e le correnti più fredde). Data la discreta estensione, il territorio della Riviera dei Cedri è variegato: comprende lunghe spiagge di sabbia, ma anche baie nascoste ai piedi di altissime e suggestive pareti rocciose; spazi costieri pianeggianti, ma anche rilievi montani che ospitano, tra fiumi e boschi, paesini arroccati fatti di basse casette in pietra, piccole piazze e vie che si intrecciano.

Se vi state chiedendo cosa fare in Riviera dei Cedri, preparatevi ad un lungo elenco di attività e di esperienze che spaziano tra sport, arte, natura e mondanità. Una terra così mutevole, dove in pochissimo tempo si va da mare alla montagna, offre ai viaggiatori tantissimi spunti, a partire dallo sport e dalle escursioni: si potrà infatti spaziare tra percorsi escursionistici, rafting e parapendio. Quest’ultimo da praticare a Praia a Mare volando fino all’Isola di Dino, una vera bellezza naturale immersa nel Mar Tirreno, dotata di grotte incantevoli illuminate di blu. Itinerari per trekking ed escursioni, invece, sono praticabili nell’entroterra, lungo le pendici montane del Parco del Pollino, dove i più avventurosi potranno fare rafting lungo il fiume Lao. Spiagge bellissime vi aspettano a Scalea, a Praia a Mare (uno dei centri più mondani) e a San Nicola Arcella dove potrete ammirare l’antica torre saracena (chiamata anche Torre Crawford, perché fu il ritiro dello scrittore Francis Marion Crawford). Ad Acquappesa, le Terme Luigiane (che si distinguono per virtù e benefici) saranno una piacevole pausa di relax e ristoro, mentre Aieta e Buonvicino (inclusi tra i borghi più belli d’Italia) vi faranno innamorare, in ogni stagione dell’anno, dei loro scorci pittoreschi immersi in una dimensione sospesa nel tempo. Le suggestioni continuano a Papasidero, dove potrete viaggiare nel tempo visitando la Grotta del Romito: questa, con i suoi graffiti e incisioni rupestri, rappresenta una delle più famose testimonianze preistoriche d’Europa. Ma una delle esperienze da non perdere e che vi farà entrare in piena sintonia con il territorio della Riviera, è una visita al Museo del Cedro a Santa Maria del Cedro (comune fortemente legato alla coltivazione di questo agrume, come indica il suo nome). Qui scoprirete molto della cultura materiale del posto e imparerete a conoscerne le tradizioni e le caratteristiche che, da sempre, lo rendono unico al mondo.

La complessità e la varietà di questa regione geografica la ritroviamo anche a tavola, con gusti e sapori forti, identitari, che spaziano tra terra e mare e che ancora restano profondamente legati alle lavorazioni gastronomiche di una volta. Ogni città compresa in questo territorio ha i suoi piatti forti, tuttavia è possibile individuare alcuni sapori e ingredienti comuni che ritroviamo su tutte le tavole della Riviera. Le lagane e ceci, ad esempio, sono uno di questi: stiamo parlando della celebre pasta fatta a mano, simile alla tagliatella, ma più larga, da mangiare con i ceci e, in qualche variante, condita “alla Zafarana” (ovvero con abbondante polvere di questo peperoncino, coltivato nei pressi di Tortora). I salumi, invece, vantano un’antichissima tradizione di artigianalità e gusto. In questa terra ne troverete diversi, ma è da assaggiare la soppressata preparata con carni rigorosamente locali. Ad esaltare tutte le sue note aromatiche ci penserà un buon vino rosso della zona, come un Verbicaro rosso DOC. In una terra dove ancora si sentono i valori e la forte presenza della pastorizia, i formaggi rappresentano un cibo tradizionale. Uno su tutti è il pecorino che lungo la Riviera dei Cedri è possibile mangiare in versione semplice o arricchito da rucola e peperoncino. Ma è a fine pasto o durante dolci spuntini che il cedro fa finalmente la sua comparsa: usato per liquori e digestivi, è anche l’ingrediente principale di granite o di creme e confetture usate come ripieno per torte e biscotti. Ma i dolci più tipici sono forse i Panicelli. Questi hanno una storia lunga secoli e consistono in un fagottino fatto di foglie di cedro, tenuto insieme da fili di ginestra. Al suo interno ci sono uva passa di Zibibbo e buccia di cedro. Cotti in forno a legna, sono una vera delizia e il loro sapore racchiude l’anima di una terra dai profumi rari e antichi.

Gli eventi nella Riviera dei Cedri sono tanti e tutti celebrano il territorio, i prodotti della terra e il legame con usanze antiche che resistono ancora oggi. Le sagre occupano un posto di rilievo, soprattutto in estate: a luglio, a Diamante, “città più dipinta d’Italia” famosa per i suoi murales, si tiene la sagra della fresella, in onore di San Francesco di Paola, un’occasione che celebra tutti i sapori tipici di questa terra tra assaggi di piatti tipici, balli e canti popolari. Mentre a Cirella di Diamante, sempre durante il mese di luglio, è la volta di “Calici sotto le stelle”, un evento che valorizza il vino prodotto in Riviera con degustazioni guidate da sommelier ed eventi collaterali pensati per divertire e coinvolgere i partecipanti. Ad agosto, a Diamante, si svolge uno dei festival più famosi dell’intera regione: il Peperoncino Festival, che è un appuntamento immancabile per chi ama o vuole esplorare l’essenza del gusto calabro. Sempre ad agosto, a Santa Maria del Cedro si tiene la sagra del fusillo, un tipo di pasta che sulle tavole della Riviera (e in generale sulle tavole di tutta la Calabria) è il protagonista indiscusso, accompagnato da sughi saporiti e intensi. Suggestivo e tradizionale è il “Perciavutti”, che ogni 8 dicembre anima il comune di Verbicaro: una manifestazione che valorizza e ricorda antiche tradizioni popolari legate al vino novello, che in questo giorno viene assaggiato in un contesto allegro e folkloristico, tra sagra e festa di paese. A Belvedere Marittimo, invece, trionfa l’amore: questa città, infatti, ospita le spoglie di San Valentino e ogni 14 Febbraio, gli innamorati e le coppie di sposi giungono al Convento dei Cappuccini (dove si conservano l’ampolla con il sangue del Santo e frammenti di ossa) per rinnovare le proprie promesse o farne di nuove. Gli eventi non si fermano qui, ogni centro ha i propri e scoprirli tutti sarà una piacevole e indimenticabile avventura.

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