Vallje

Type

Folklore

Place

Frascineto

I riti pasquali si concludono il martedì con le celebrazioni legate alla rievocazione delle gesta eroiche di Giorgio Castriota Skanderbeg, le Vallje,dove il senso di appartenenza all’etnia diventa sempre più vivo, qui è come se si respirasse un’aria diversa, come se il vento portasse profumi di feste lontane, non solo nello spazio, ma anche nel tempo le tradizioni tornano ad essere realtà viva e musicale. I costumi dai colori antichi e dalle stoffe preziose, che prima di noi hanno indossato giovani spose e belle donne, sembrano animarsi di vita nuova addosso alle fanciulle di oggi. Questa magica atmosfera caratterizza la vallja, antica ridda, dolce, tragica e struggente che ricorda l’eroe Skanderbeg che guidò il suo popolo in terra di Calabria. Una ballata tramandata di generazione in generazione, di canto in canto, che oggi è diventato un accattivante e avvolgente suggestione fonetica cantata e ballata al ritmo di strumenti quali fisarmonica e organetto. Secondo la tradizione, questa festa è la commemorazione di un avvenimento storico molto importante per la storia degli arbëreshë, la vittoria riportata da Giorgio Castriota  Skanderbeg,il quale alla guida di un piccolo esercito, sconfisse le armate turche guidate dal rinnegato Balabano, salvando la cittadella di Kruja il 24 aprile 1467.

Lo storico civitese Serafino Basta ne: “Il Regno delle Due Sicilie descritto e illustrato di Lorenzo Giustiniani” a proposito delle vallje nel 1855 così scriveva:“Nel dopo pranzo di domenica, lunedì, martedì hanno costume di riunirsi varie compagnie di giovani, i quali vestiti alla foggia orientale, con turbanti in testa, con spade levate in alto e con bandiere, vanno cantando i fatti guerreschi e le vittorie dell’eroe di Croia”.Le donne nelle ridde cantano, ancora esse canzoni nazionali ed accrescono il diletto ai curiosi dei paesi vicini che accorrono a divertirsi. E’ tradizione essere state stabilite queste feste per avere nel decorso degli anni, una memoria del natio paese, che imperiose circostanze costrinsero ad abbandonare, ci duole non poter riportare quei canti che il tempo vorace ha ridotto in frazioni sconnesse e siamo dolenti di veder cadere in disuso le patrie costumanze.”

Secondo la storia, i movimenti eseguiti dalla ridda durante la danza rappresenterebbero la tecnica di accerchiamento messa in atto da Skanderbeg contro l’esercito turco, non a caso la vallja  muovendosi imprigiona i forestieri tra le sue spire, essi rappresentano i Turchi che vengono liberati, dopo aver pagato il simbolico riscatto, che nella circostanza consiste nell’offerta di liquori e dolci. La popolazione arbëreshe rimane così collegata idealmente al suo passato epico e con questa particolare manifestazione, tende a saldare i principi etnici per mantenere compatta la comunità.

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