Appennino Lucano e Val d'Agri

Il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese, vario nei suoi paesaggi e teatro di incredibili scenari naturalistici, affascina i viaggiatori che avvolti dalla sua bellezza possono tracciare itinerari e percorsi diversi in base alla propria idea di soggiorno. Il suo territorio quasi sconfina, incontenibile, in quello del Parco del Pollino dove, anche qui, regna la natura incontaminata che ricrea meravigliosi scenari. Il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano comprende alture e vallate che si rincorrono, solcate da fiumi e torrenti, mentre una costellazione di borghi antichi colora questa terra creando una dimensione unica dove il mondo si ferma e si riscopre la storia della natura e dell’uomo.

Il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese è tra le aree protette più giovani della Basilicata. La sua superficie copre 69.000 ettari e abbraccia 29 comuni, tutti della provincia di Potenza: Abriola, Anzi, Armento, Brienza, Calvello, Carbone, Castelsaraceno, Gallicchio, Grumento Nova, Lagonegro, Laurenzana, Lauria, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Nemoli, Paterno, Pignola, Rivello, San Chirico Raparo, San Martino d'Agri, Sarconi, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania, Spinoso, Tito, Tramutola e Viggiano. Il territorio comprende alcune delle vette più alte dell’Appennino meridionale come il Monte Pierfaone (1744 metri), Volturino (1836 metri), Raparo (1761 metri) e Monte Papa (2005 metri) nel Massiccio del Sirino: da queste alture che dominano le ampie vallate è possibile ammirare panorami naturali di incantevole bellezza attraversati dal fiume Agri. La grande estensione del Parco fa di questa zona un’area ricca di biodiversità: sulle alture si stagliano fitte e suggestive faggete che cedono il passo ad abeti bianchi, fino a declinare in distese boschive intervallate da pascoli e prati. In questo habitat naturale trovano posto il lupo, il cervo, il capriolo, il cinghiale e la lontra. Ma le meraviglie non finiscono qui: il Parco dell’Appennino Lucano, infatti, si trova ridosso dei Parchi Nazionali del Pollino e del Vallo di Diano in Cilento, ponendosi come un corridoio ambientale tra le due grandi riserve e dando vita ad un intreccio di habitat, che al loro interno ospitano specie provenienti da territori diversi. Quest’area, dunque, si propone come meta ideale per i viaggiatori che amano esplorare e scoprire luoghi incontaminati, dalle tradizioni e dalle caratteristiche naturali autentiche.

Nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano le cose da fare non mancano. L’intero territorio, infatti, così ricco di bellezze paesaggistiche, antichi borghi storici e prelibatezze enogastronomiche offre esperienze di soggiorno all’insegna della natura, dell’arte e della cultura. I borghi racchiusi in questa grande e suggestiva area, spesso sono veri e propri gioiellini da visitare con attenzione. Impossibile elencare tutte le zone da non perdere, ma particolare attenzione meritano il borgo di Grumento Nova, dall'interessante Parco Archeologico che gli è valso il soprannome di “Piccola Pompei” e Brienza caratteristico paesino che ancora conserva l’impianto medievale con il suggestivo Castello Caracciolo di epoca angioina. Ma uno degli aspetti più suggestivi di questa zona è sicuramente rappresentato dal paesaggio circostante che regala scorci e panorami dove la natura è protagonista indiscussa tra boschi e vallate attraversate da fiumi, torrenti e laghi. All’interno del Parco è possibile praticare trekking lungo i tanti itinerari disponibili; di grande interesse, poi, è il Lago di Pietra del Pertusillo (invaso artificiale a sbarramento del fiume Agri) che è circondato da un bellissimo paesaggio di boschi e di vegetazione locale ideale per escursioni o tranquille gite. Non mancano nel Parco i maneggi dove poter praticare passeggiate a cavallo e anche i punti di interesse per gli appassionati di arrampicata sportiva che potranno scalare le pareti di roccia calcarea nei comuni di Marsico Nuovo, Marsicovetere e Viggiano. In inverno, invece, le cime del Volturino e della Montagna Grande di Viggiano si riempiono di neve e diventano mete molto apprezzate dagli amanti dello sci. Infine, durante ogni periodo dell’anno, tanti sentieri divisi per tipologia, durata e difficoltà attendono gli amanti del trekking e del mountain biking che potranno fare sport stando a strettissimo contatto con la natura. Le esperienze da vivere sono, tantissime e sceglierle (anche se non sarà facile, date le tantissime opzioni!) sarà il modo migliore per conoscere il territorio entrandovi perfettamente in sintonia.

Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano offre una cucina che affonda le sue origini nella tradizione contadina, punto di forza dell’identità della Basilicata. I sapori di quest’area si basano su ingredienti cosiddetti “poveri” che danno vita a ricette dai sapori e dai profumi inconfondibili e antichi. Passare in rassegna tutti i piatti tipici della gastronomia locale sarebbe un’impresa molto ardua: tutti i comuni e i borghi presenti all'interno del Parco, infatti, hanno una propria tradizione culinaria che li rende unici. Tuttavia possiamo comunque rintracciare delle eccellenze locali da non perdere se siete in viaggio verso queste terre. Tutti i borghi antichi, vantano una lunga e fiera tradizione per quanto riguarda la lavorazione della pasta fatta in casa: a questo proposito vi consigliamo le lagane con i ceci e i maccheroni ai ferri conditi con ragù di carne. Prodotti tipici sono anche la carne di capretto, da preparare alla griglia o al forno e i legumi, vera specialità del territorio, come i fagioli di Sarconi (con marchio IGP) e la zuppa “cuccia” (un mix di ceci, cicerchie, lenticchie, fave, piselli). Altri piatti da provare sono i lampascioni, bulbi simili a cipolline ma dal retrogusto amarognolo e gli ortaggi conservati sott’olio o ripieni come nel caso di melanzane e peperoni imbottiti di mollica di pane, formaggio, spezie e carne. Anche i formaggi sono assolutamente da assaggiare: un consiglio? non lasciatevi scappare Canestrato di Moliterno, formaggio stagionato leggermente piccante a marchio IGP. Arriviamo ai dolci: in Lucania troviamo dolci semplici e dalle antiche origini. Da assaggiare: le chiacchiere, i biscotti glassati o ripieni di mandorle e i calzoncelli fritti ripieni di crema alle castagne. Per finire, chiunque voglia brindare potrà approfittare di ottimi vini locali come quelli DOC “Terre dell’Alta Val D’Agri”, prodotti da uve provenienti dai vigneti di Viggiano, Grumento Nova e Moliterno.

Gli eventi che si tengono all’interno del territorio del Parco Nazionale dell’Appennino lucano sono tanti e tutti mostrano un profondo legame con le tradizioni locali e con le risorse naturali ed enogastronomiche del territorio. Il periodo estivo è particolarmente ricco di eventi, che spesso per la grande portata hanno un’eco di richiamo non solo per la popolazione locale ma anche per chi vive o si trova in viaggio nei territori circostanti. Il calendario degli eventi è ricchissimo di appuntamenti ed è impossibile citarli tutti. Sicuramente di grande importanza è la Sagra del Fagiolo di Sarconi IGP, paese che ogni agosto celebra questo prodotto locale di grande importanza territoriale; “Alla ricerca dei sapori perduti di Spinoso”, invece, si svolge tra i vicoli dell’omonimo borgo ed è un evento molto caratteristico dedicato ai piatti tipici della tradizione lucana affiancati a degustazioni di vini locali. Non poteva mancare, poi, una sagra dedicata al formaggio Canestrato di Moliterno (a Moliterno, appunto, durante il mese di agosto) e una doppia sagra a Marsicovetere del Tartufo e del Prosciutto, due eccellenze gastronomiche dai sapori e dagli aromi profondamente ancorati al territorio di appartenenza, dove da secoli nascono e si coltivano prodotti unici che sono in grado di accompagnarci in un bellissimo viaggio verso le nostre origini.

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