Erice

Erice

Il borgo di Erice (TP) racchiude già nel nome un mix di storia, cultura e mito: anche se Tucidide attribuisce storicamente la sua fondazione ad un gruppo di esuli troiani, secondo la leggenda la sua fondazione è attribuita a Eryx (da qui il nome), figlio di Afrodite e Poseidone;  Virgilio nomina Erice più volte nell’Eneide: la rende teatro proprio del combattimento di Ercole contro Eryx, combattimento perso da quest’ultimo; la sceglie come luogo della morte di Anchise, padre di Enea, e la cita nuovamente quando Enea ci ritornerà un anno dopo per i giochi in onore di suo padre.

Sembrerebbe proprio, quindi, che da millenni questo paesino eserciti un fascino e un interesse non indifferente, presentandosi più volte nei racconti e nelle fantasie di uomini di tutti i tempi. Contesa dai Siracusani e Cartaginesi, poi conquistata dai romani, ha subito influenze arabe, normanne e spagnole e ha seguito, infine, le sorti del Regno delle due Sicilie portando ancora oggi con se i segni e le testimonianze delle epoche storiche che l’hanno attraversata. Immergiamoci, dunque, in questo piccolo universo situato poco lontano da Trapani, ora annoverato tra i borghi più belli d’Italia, e collocato su uno dei punti panoramici più suggestivi della Sicilia.

 

Erice è un comune siciliano in provincia di Trapani che prende il nome dal monte su cui è arroccato il centro antico. Nonostante i suoi abitanti si concentrino quasi tutti a valle, nella più moderna frazione di Casa Santa, è il borgo antico ad essere la vera attrattiva per turisti e viaggiatori. Il borgo è di origine medievale, come si vede dalle classiche stradine lastricate o dalle basse abitazioni in pietra e la sua bellezza, oltre al suo impianto urbanistico, sta proprio nella fortunata posizione che occupa: posta a circa 750 metri d’altezza, infatti, offre tantissimi scorci panoramici a picco sul golfo sottostante e sulle saline di Trapani che, soprattutto al tramonto, sono uno spettacolo indescrivibile. L’accesso al borgo, di solito, avviene principalmente proprio attraverso l’antica Porta Trapani che, una volta oltrepassata, permette di accedere al cuore antico del paese e di avventurarsi tra le strette vie in ciottoli, le piazzette e i punti panoramici che costellano l'abitato.

Il borgo di Erice offre tante cose da fare e da vedere. Passeggiare tra i suoi vicoletti e stradine è sicuramente il modo migliore per conoscerla e apprezzarla, magari avventurandosi anche in zone secondarie, più lontane dai punti più affollati e famosi. Da visitare è sicuramente la Chiesa Madrice, ovvero il duomo dedicato all’Assunta iniziato in epoca medievale, con annesso campanile e pronao d’ingresso, elemento caratteristico dell’edificio. Soffermatevi, se potete, anche presso la chiesa di San Martino dal bellissimo portale barocco e vi consigliamo, poi, di spingervi fino al quartiere spagnolo del XVII secolo che si trova in un luogo più decentrato e ha una storia particolare: in quell’epoca c’era l’obbligo di ospitare i soldati spagnoli all’interno delle mura cittadine, ma gli ericini non volendo le truppe nel centro urbano costruirono a loro spese un bastione. I lavori però furono interrotti e le truppe trovarono alloggio nel Castello di Venere, che è un’altra attrazione che merita una visita e risale ad epoca normanna. Il Castello, circondato dalle mura antiche, è una costruzione maestosa e si trova su un punto particolarmente panoramico, dove poter ammirare dall'alto le saline di Trapani e la vista sul golfo, una visione che soprattutto al tramonto regala suggestivi momenti di poesia. Adiacenti al Castello si trovano, poi, le Torri e il Giardino del Balio; quest’ultimo fatto di terrazzamenti, scale e padiglioni è altamente scenografico e ricco di scorci panoramici.

A Erice trionfa la cucina trapanese, unita ad alcune specialità tipiche del posto. Tra i primi piatti troviamo le busiate (un tipo di pasta che veniva trafilata con i rami di"buso") al pesto trapanese che è simile al pesto classico ma con l’aggiunta di mandorle. Non può mancare, poi, un assaggio di cous cous alla trapanese, condito con zuppa di pesce a base di pomodoro, aglio e cipolla. A Erice, come in tutta la Sicilia, troverete ovviamente un’ottima scelta di street food, tra cui le arancine da mangiare nelle versioni classiche fino a quelle più elaborate (pistacchio, salsiccia, vino bianco e speck ecc…) e la focaccia farcita con acciughe, rosmarino e pomodoro: il panino dell’ufficiale. Tra i dolci tipici abbiamo, oltre le classiche paste di mandorle che ritroviamo un po' in tutta la Sicilia, le genovesi: dolci di pasta frolla farcita alla crema e ricoperti di zucchero a velo; un'altra ottima alternativa, poi, sono i bocconcini di Erice a base di pasta reale e marmellata di cedro, aromatizzati liquore e i pasticcini di zibibbo, sempre a base di pasta reale ma ripieni di liquore allo zibibbo (appunto) e ricoperti da un sottile strato di cioccolato fondente.

Gli eventi a Erice sono tutti collegati alla sua storia, alle tradizioni del Sud Italia e alla sua essenza di borgo storico. Nel periodo natalizio si svolge "EricèNatale - Il Borgo dei Presepi", un mese di eventi dedicati a mercatini, esposizioni di presepi, spettacoli e concerti in cui si colloca la Rassegna” Zampogne dal Mondo” a cui partecipano musicisti di tutta Europa. Nel periodo pasquale invece, si tiene la Processione dei Misteri (il Venerdì Santo) lungo le stradine del paese. Anche durante l’estate, poi, il borgo si anima di tantissimi eventi e ogni anno è pubblicato il calendario con tutti gli appuntamenti per non perdere nessuna delle manifestazioni organizzate. Tuttavia, uno degli eventi più caratteristici è la Festa FedEricina, a fine settembre, in cui si rivive l’arrivo di Re Federico III di Trinacria/Sicilia e la moglie Eleonora D’Angiò. Tra costumi e musiche d’epoca, sono organizzate tre giornate di festa e spettacoli che si dispiegano tra le strade del borgo, arrivando fino al Castello e alle Torri del Balio.

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